Fontana dell’Armonia
Due figure ignude si dissetano dalla stessa conchiglia, piena di acqua limpida e trasparente. Raffigurano due giovani innamorati posti “core a core” sul piedistallo di canne d’organo della fontana dell’Armonia, sita sul lato del Castello Carlo V di viale Guglielmo Marconi.
La fontana fu realizzata nel 1927 dallo scultore leccese Antonio Mazzotta, vincitore di un concorso indetto dal Comune di Lecce, che chiedeva una rappresentazione artistica per simboleggiare la forza benefica delle acque che dissetano la popolazione pugliese.
All’inaugurazione del 28 ottobre 1927 presenziò lo stesso Mussolini, che aveva promosso la realizzazione della strategica infrastruttura dell’Acquedotto Pugliese. Nello stesso anno era stato infatti attivato il primo acquedotto di acqua potabile, alimentato dal fiume Sele.La fontana, il cui scroscio è ininterrotto e continuo, funziona tramite un fascio di canne d’organo di varia altezza, che fanno confluire l’acqua in una vasca circolare.
Le fotografie dei primi anni del 1900 mostrano questo piccolo monumento cittadino al centro di un contesto ambientale molto vivace, che nelle ore mattutine brulicava di cittadini che affollavano il mercato coperto posto sotto la tettoia liberty, a quei tempi ancora addossata al Castello di Carlo V.
Ma, così come avvenne per alcuni busti di illustri cittadini in bronzo, nel 1941 il gruppo scultoreo fu rimosso per le esigenze della seconda guerra mondiale (il bronzo veniva fuso per costruire le armature belliche). Il sottostante basamento in marmo della fontana, rimasto a lungo privo delle sculture, fu definitivamente smantellato nel 1952.
Dopo circa quaranta anni, il Comune di Lecce volle riproporre nello stesso sito la fontana monumentale. Per la ricostituzione del gruppo scultoreo utilizzò i vecchi bozzetti e usufruì della collaborazione dell’artista Antonio Mazzotta che, ormai novantenne, nel 1990 fu felice di rivedere la sua fontana di nuovo funzionante.
Curiosità & aneddoti
Le sculture dei due giovani ignudi provocarono le reazioni indignate dei “bigotti” del tempo che la ritenevano un’offesa al pudore e alla morale, tanto che l’opera fu denominata la “Fontana dello scandalo”.
Peggiore sorte ebbe la “Fontana con i cavalli alati”, opera artistica dello scultore salentino Antonio Bortone che, inaugurata a piazza Duomo nel 1925 in occasione del Congresso Eucaristico, fu definitivamente rimossa nel 1957 dal sindaco di Lecce Oronzo Massari, in quanto ritenuta in contrasto con il contesto ambientale.
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